misteri

Cuccagna – Cocagne

Bruegel il Vecchio, Il Paese della cuccagna, 1567

Al tempo in cui c’era la Cuccagna, andando a spasso, vidi appesi a un filo di seta Roma e il Laterano, e un uomo senza piedi che sorpassava un cavallo veloce, poi una spada così tagliente che spaccava un ponte. E vidi un asinello con il naso d’argento che inseguiva due svelte lepri, e un tiglio, bello grande, sul quale crescevano le focacce calde. Poi vidi una vecchia capra rinsecchita che si portava addosso cento carri di strutto e sessanta carri di sale. Vi ho mentito abbastanza? Ebbene, ho visto un aratro che arava senza buoi n‚ cavallo, e un bambino di un anno buttare quattro macine di Ratisbona a Treviri e da Treviri fino a Strasburgo, e uno sparviero passava a nuoto il Po, e niente era più giusto. Poi ho sentito i pesci fare un chiasso che rimbombava fino in cielo, e un dolce miele che scorreva come acqua da una valle profonda su di un’alta montagna. Erano strane storie. E c’erano due cornacchie che falciavano un prato, e vidi due zanzare che costruivano un ponte, e due colombe che stritolavano un lupo, due caprettini figli di due bambini e due rane che battevano insieme il grano. Poi ho visto due topi consacrare un vescovo, e due gatti che avevano strappato la lingua a un orso. E venne una chiocciola di corsa ad ammazzare due feroci leoni. E c’era un barbiere che sbarbava una donna, e due lattanti che ordinavano alle madri di tacere. E vidi due levrieri portare via dal fiume un mulino, e una vecchia rozza lì vicino dire che facevano bene. E nell’aia c’erano quattro cavalli che trebbiavano il grano con tutte le loro forze, e due capre che accendevano il forno e una mucca rossa che infornava il pane. E una gallina cantò: chicchirichì, la favola è finita, chicchirichì. (La favola del paese di Cuccagna – I Fratelli Grimm)

Giunto giusto oggi a 34.000 parole scritte, Ritorno a Mondo Delta non ha più questo titolo provvisorio, bensì si è guadagnato quello che sarà il suo titolo definitivo: Cocagne.
Questo termine deriva dal francese antico (un continuum dialettale della lingua Romanza) ed è traducibile in italiano con Cuccagna.
Il che ci porta a un luogo immaginario e (forse) utopico citato in molte tradizioni folkloristiche e in diverse opere letterarie, fin V secolo a.C.: il Paese di Cuccagna.
Esatto, già nella commedia greca I Minatori, di Ferecrate, si fa riferimento a un particolare territorio degli Inferi in cui le anime dei defunti vivono felici e in abbondanza, avendo a disposizione “fiumi pieni di polenta e di brodo nero.”

Paese del Bengodi.

Cuccagna è facilmente identificabile anche col Paese del Bengodi citato da Boccaccio nell’ottava giornata del Decamerone. La descrizione di questo luogo viene fatta da Maso del Saggio:

Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua.

Molti sono i libri e i testi che citano l’inesistente Paese di Cuccagna, oltre alla favola dei Grimm citata integralmente in apertura di post.
Tuttavia c’è un libro in particolare che mi ha fatto optare per il nuovo titolo del mio romanzo – Cocagne, appunto. Parlo de La Nave dei Folli, di Sebastian Brant, pubblicato per la prima volta nel 1494. Si tratta di un’opera satirica, il cui titolo è però identico a uno dei volumi che compongono il ciclo narrativo di Mondo Delta. Coincidenza o sincronicità, poco importa: a me è bastato per scegliere Cocagne, al posto delle altre opzioni che mi ero appuntato (tra cui il semplice Cuccagna, o la versione tedesca, Kuchen).

Tra l’altro l’opera di Brant ha ispirato l’omonimo dipinto allegorico di Hieronymus Bosch, pittore che è centrale nella genesi del mio Mondo Delta.

Cuccagna è un paese utopico, dicevamo, ma sono se lo si immagina con una certa superficialità. In realtà io lo identifico volentieri con quel luogo immaginario sottilmente inquietante ed equivoco che è il Paese dei Balocchi citato da Collodi in Pinocchio.
Ecco, Mondo Delta è un luogo a suo modo maestoso e ricco di meraviglie, che tuttavia nascondono pericoli e orrori. Per questo mi è facile identificarlo con una versione weird di Cuccagna, così come di Bengodi, così come del Paese dei Balocchi.

La descrizione che ne do nel gioco di ruolo di Italia Doppelganger rivela diverse cose su questa dimensione, ma il nuovo romanzo sarà davvero molto ricco di cose inedite e – spero – affascinanti.
Cocagne sarà un mirabilia, ma anche una storia piacevole da leggere.

Continuo a scrivere…

Il paese dei balocchi


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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