Otto motivi per aprire un blog nel 2015

Blogging 2

Mai come in questo autunno 2014 ho visto lo strumento del blogging messo in discussione, rigettato da alcuni suoi usufruitori, e dichiarato morto da altri.
Dell’involuzione dei blog abbiamo già ampiamente discusso e nessuno può negare la crisi del settore. Gli unici blogger italiani che ottengono un’utenza tale da farne un lavoro sono quelli che utilizzano i loro spazi come se fossero social network, ossia postando articoli brevi, con titoli accattivanti, ricchi di immagini e di video. I contenuti? Magari verranno in altre occasioni. O anche no.
Eppure io sono ancora convinto della necessità di gestire un blog, soprattutto per creativi e artisti (ok, odio questa parola, ma non trovo sinonimi abbastanza forti) indipendenti.
Ecco perché ritengo utile aprire un blog e aggiornarlo con frequenza.

1. Il blog è un esercizio che sollecita la costanza. Scrivere almeno 400-500 parole ogni giorno (o ogni due giorni), anche quando non ne abbiamo voglia, insegna la disciplina e impara a gestire i ritmi di lavoro, che per un creativo sono spesso disorganizzati e poco omogenei.

2. Gli articoli dei blog sono infinitamente più duraturi rispetto ai post su Facebook e su Twitter. Google ama i blog, ama i contenuti, e vi premierà se pubblicherete articoli originali e interessanti. Alla faccia di chi crede che per bloggare con successo occorre soprattutto ricorrere ai trucchetti del SEO.

3. Bloggare attira un pubblico più variegato rispetto a quello dei social network che, nella maggior parte dei casi, ci aggiunge ai suoi contatti per casualità o senza pensarci troppo. Un blog è invece una chiara e esplicita carta di identità, che svela molte cose di noi.

4. Gestire un blog vuol dire opporsi alla dilagante mania di semplificare il linguaggio, limitandolo alle poche parole di uno status su Facebook o di un Tweet. Gestire un blog significa dunque curare la nostra scrittura e il nostro modo di esprimerci.

5. Attraverso lo strumento del blog si possono sviluppare progetti, anche collettivi, che sui social network verrebbero sommersi e spazzati via dalla marea montante di aggiornamenti, che toglie visibilità più ai contenuti che non alle cose futili.

6. Curare un blog non vuol dire ignorare l’esistenza dei social network. Anzi: i due media vanno splendidamente d’accordo, quindi usarli in combo è un’idea semplice e vincente.

7. I blog hanno sostituito i siti statici. Se avete la necessità di avere una pagina in cui elencare i vostri lavori (ebook, canzoni, videoclip, fotografie), aprite un blog. Sarà la vostra vetrina agli occhi del mondo.

8. Esiste una blogosfera attiva e intelligente, composta da persone che hanno molte cose da dire e da proporre. Entrare in contatto con loro, magari collaborare a un progetto comune, è un’attività che spesso genera risultati notevoli e impensabili.

Blogging

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16 commenti

  1. Confermo la necessità di mantenere un blog. E’ sbagliato dire che i social network hanno ucciso i blog. Sono linguaggi diversi, che devono andare a braccetto. E’ senz’altro vero che il blog dura per sempre, anche grazie a Google, mentre un post su Facebook o un Tweet hanno vita breve.

    1. Indubbiamente la visibilità dei blog è possibile soprattutto grazie ai social.
      Ci sono invece persone (e sono molte), che credono che i social abbiano reso inutili i blog.

      1. Diciamo che il blog ha cambiato la sua faccia dopo l’avvento dei social network. Da diario personale si è trasformato in uno strumento di informazione unico, tanto da dar vita al mestiere vero e proprio del blogger.

  2. Senza dubbio gli otto punti sono tutti convincenti. Per l’utente poi, il blog è molto meglio del social, anzi, il social per certi aspetti non vale proprio niente, perché troppo effimero. Non ho mai aperto un blog e ho sempre pensato di aprirlo. IL problema che mi ha sempre fermato è la visibilità. Come la mettiamo con quella? Che sistemi ci sono per attirare utenza? Oltre ovviamente quelle quattro banalità che si trovano un po’ dappertutto. I contenuti, certo, ma cosa mi tiene su il morale per i mesi/anni di totali delusioni prima che qualcuno si possa interessare al mio blog? Stiamo parlando del 2015, la gente vuole la foto sexy/divertente/romantica, non una qualche pappardella di oltre dieci righe. Cosa dici?

    1. Prima cosa: apri un blog se ti piace l’idea e se hai voglia di comunicare, fosse anche solo per dieci persone.
      Se invece sei intenzionato ad aprirlo per cercare subito un’utenza importante, non la troverai.
      Le voci del Web sono parecchie ed è difficile trovare una propria nicchia. Difficile ma non impossibile.
      Le prime due cose che possono aiutarti a costruire un pubblico sono la costanza negli aggiornamenti e i contenuti.
      Non pensare però di vedere dei risultati degni di questo nome prima di 4-6 mesi.

      Comunque ti rimando ad altri miei post a tema:
      https://alessandrogirola.me/2012/03/26/come-impostare-un-blog-1/
      https://alessandrogirola.me/2012/04/02/come-impostare-un-blog-2/
      https://alessandrogirola.me/2012/04/11/come-impostare-un-blog-3/
      https://alessandrogirola.me/2012/05/21/come-impostare-un-blog-4/
      https://alessandrogirola.me/2013/02/04/come-impostare-un-blog-5-manuali/
      https://alessandrogirola.me/2013/02/18/come-impostare-un-blog-6-integrazione-con-twitter/
      https://alessandrogirola.me/2013/04/03/come-impostare-un-blog-7-integrazione-con-facebook/

  3. Hai dimenticato il punto 9 – poter conoscere orde di psicopatici, ricevere opinioni non richieste da arroganti imbecilli e avere finalmente qualcuno che ci spiega cosa pensiamo, cosa volevamo dire, e perché è sbagliato 😀
    Oh, e il 10 – vedere le nostre idee apprezzate al punto da essere riciclate da altri, senza darci il credito, e in maniera sostanzialmente ridicola perché (poverini) non hanno la capacità per svilupparle.
    😀
    No, ok, lo sai che io sono uno che cova rancore anche quando dorme e non fa che lamentarsi – tutti i punti sono corretti e condivisibili, e dovrebbero essere ben chiari nel cervello di chi blogga, molto più delle regolette sul SEO (che tutti dicono di odiare e nessuno ammette di usare – strano che si trovino così tanti manuali e siti in giro che ti spiegano come fare, vero? 😉 )

  4. Ottimo articolo, è vero: i blog possono e devono sopravvivere all’ondata social, affiancandola talvolta per potenziarsi. Il pubblico è diverso, ma in parte: la gente, se stimolata, ha ancora voglia di leggere bene! 🙂

    Moz-

  5. Avere un blog è una lotta quotidiana, però ripaga se gestito con intelligenza.
    E qui aggiungerei il punto 11) Mai lasciarsi schiavizzare dalle statistiche e dal numero di accessi.
    E il punto 12) Farlo finché ci si diverte, ma nel momento in cui diventa un peso valutare se continuare o diminuire l’azione o smettere.

  6. Il punto 12 è fondamentale… Cos’è il SEO? Io faccio parte della blogosfera e apprezzo questo articolo, evviva chi si rompe scrivendo invece che postare una banale ovvietà per il compulsivo piacere di essere likati 😈

  7. D’accordo su tutto. Personalmente mi sono basato sempre e solo sui contenuti, mai preso in nessuna considerazione il SEO, e il mio blog, che ho aperto poco meno di un anno fa, gode di salute più che buona 🙂

  8. Ho aperto anch’io da poco un blog e non penso affatto che sia inutile o tecnologia vecchia come i lettori CD, anzi!
    Le famigerate regole SEO non ho idea di cosa siano, forse il metodo del posizionamento che ho sentito iin ufficio, ma non ho capito cosa sia.
    Bel post, un bel spaccatto contemporaneo!

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